Alla chiusura di ieri gli indici azionari hanno registrato perdite. L'S&P 500 è sceso dello 0,53%, mentre il Nasdaq 100 ha riportato un calo dell'1,00%. Il Dow Jones Industrial ha perso lo 0,09%.

I futures sugli indici azionari americani ed europei sono oggi leggermente risaliti, compensando parte delle perdite di ieri, dopo che Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., leader mondiale nei chip e nell'intelligenza artificiale, ha riportato utili superiori alle attese. Anche gli indici asiatici si sono ripresi dai minimi intraday.
I prezzi del petrolio sono scesi per la prima volta in sei giorni dopo che il presidente Donald Trump ha lasciato intendere che potrebbe per il momento astenersi da un attacco all'Iran. Anche i metalli preziosi hanno perso terreno rispetto ai massimi storici. Il Brent ha perso il 2,9% dopo che Trump ha dichiarato che alcune fonti gli hanno assicurato che il governo di Teheran avrebbe smesso di uccidere i manifestanti. Tuttavia l'Iran ha temporaneamente chiuso lo spazio aereo intorno alla sua capitale. L'argento è sceso del 4% anche perché il presidente americano si è astenuto dall'introdurre nuove tariffe sulle importazioni di minerali critici. Sono calati anche oro, platino e palladio.
I dati economici pubblicati ieri non hanno modificato significativamente le attese di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve per la metà dell'anno, ma hanno convinto gli investitori che la banca centrale difficilmente modificherà la sua politica a gennaio.
«Si tratta chiaramente di una rotazione e non di una grave stanchezza», ritengono gli analisti di Global X Management. «Vorremmo vedere una crescita più ampia del mercato, soprattutto dopo il recente rally trainato dal settore tecnologico e dai dati sull'inflazione negli USA».

Per quanto riguarda il settore delle materie prime, le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime evidenziano l'incertezza alimentata dallo stile politico irregolare del presidente Trump. Sebbene il calo dei prezzi delle materie prime finora sia troppo limitato per compromettere seriamente i significativi guadagni di quest'anno, gli investitori hanno un potenziale significativo per reinvestire in materie prime, considerato quanto frequentemente questi strumenti sono rimbalzati verso nuovi massimi dopo correzioni nelle ultime settimane.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.949$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.961$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.975$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.930$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.914$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.896$.