La coppia EUR/USD è in fase di discesa per il settimo giorno consecutivo. Ancora una volta assistiamo a un calo estremamente lento delle quotazioni della valuta europea, come se il mercato in realtà non volesse vendere euro e comprare dollaro, ma fosse in qualche modo costretto a farlo. A mio avviso, qualsiasi crescita del dollaro nelle attuali circostanze è di natura soltanto temporanea. Al momento il mercato non vede ragioni sufficienti per una nuova ondata di vendite di dollari, perciò il biglietto verde si rafforza piano piano. La BCE, sullo sfondo del rallentamento dell'inflazione, potrebbe tagliare i tassi nel 2026, ma anche questa giustificazione appare piuttosto forzata. Tutto dipende dalla debolezza del movimento corrente, che non consente di trarre la conclusione che il mercato abbia chiara intenzione di vendere euro e comprare dollari.

Sul grafico daily è evidente che, negli ultimi 12-13 mesi, praticamente ogni rialzo è stato più forte e più brusco di ogni ribasso. Ad esempio, dal 24 dicembre al 16 gennaio il dollaro è salito di circa 200 pip; mentre dal 19 al 27 gennaio è precipitato di 450. L'imbalance rialzista 12 non è stato invalidato. Anche un altro imbalance rialzista del 9 febbraio non è stato invalidato. Non ci sono ancora pattern ribassisti e il contesto delle notizie fornisce un supporto molto discutibile per il dollaro.
Il pattern grafico continua a segnalare una predominanza rialzista. Il trend "bull" resta intatto. Un segnale rialzista si è formato nell'imbalance 11 e, poco dopo, un segnale rialzista nell'imbalance 12. Pertanto i trader possono mantenere aperte posizioni long finché i pattern attuali non vengano invalidati o non si presentino segnali "bear". Anche in tale evenienza, non mi aspetto un forte rafforzamento del dollaro.
Mercoledì il contesto informativo non ha influenzato il sentiment dei trader. Negli Stati Uniti sono usciti tre report piuttosto significativi che hanno indubbiamente mosso la coppia, ma di poco. La struttura grafica resta invariata e io attendo ancora una reazione "bull" del prezzo a due ultimi imbalance.
I motivi per un nuovo attacco dei rialzisti esistono da almeno 6–7 mesi e ogni settimana non diminuiscono, anzi. Tra essi: le prospettive di politica monetaria accomodante (in ogni caso) del FOMC, la politica generale di Donald Trump (che non è cambiata di recente), lo scontro degli Stati Uniti con la Cina (al momento solo una tregua temporanea), le proteste anti-Trump del popolo americano sotto l'egida del movimento "No Kings", la debolezza del mercato del lavoro, lo shutdown autunnale (durato un mese e mezzo), lo shutdown di febbraio, l'aggressione militare statunitense contro diversi paesi, l'azione penale contro Powell, il caos sulla Groenlandia, il peggioramento dei rapporti con Canada e Corea del Sud. Di conseguenza, a mio avviso, un proseguimento del rialzo della coppia sarà del tutto coerente.
Non credo in un trend ribassista. Il contesto informativo rimane difficile da interpretare a favore del dollaro, quindi non provo nemmeno a farlo. La linea blu mostra il livello di prezzo al di sotto del quale si potrà considerare concluso il trend riazista. Per raggiungerlo gli orsi dovrebbero scendere di circa 360 pip, cosa che appare ancora irrealizzabile con l'attuale contesto informativo e con l'attuale struttura grafica, priva di qualunque pattern "bear". Il mio prossimo obiettivo rialzista per la valuta europea era l'imbalance ribassista 1,1976–1,2092 sul weekly, formato a giugno 2021; tale pattern è stato completamente riempito. Più in alto si possono individuare due livelli: 1,2348 e 1,2564. Questi livelli corrispondono a due picchi sul grafico mensile.
Calendario notizie USA e UE:
USA – Variazione delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (13:30 UTC).
Il calendario economico del 19 febbraio contiene un unico evento, difficilmente definibile importante. L'impatto del flusso informativo sul sentiment di mercato giovedì potrebbe essere assente.
Previsione per EUR/USD e consigli per i trader:
A mio parere, la coppia continua a formare un trend rialzista. Sebbene il contesto informativo sia ancora favorevole ai tori, gli attacchi ribassisti sono stati regolari negli ultimi mesi. Tuttavia non intravedo motivi realistici per l'avvio di un trend discendente.
I trader hanno avuto l'opportunità di acquistare l'euro dagli imbalance 1, 2, 4, 5, 3, 8 e 9. In tutti i casi, abbiamo assistito a una certa crescita e il trend rialzista persiste. Successivamente si è formato un nuovo segnale rialzista dall'imbalance 11, che ha nuovamente consentito ai trader di aprire posizioni d'acquisto con target a 1,1976. L'obiettivo è stato raggiunto. La scorsa settimana è stato generato un ulteriore segnale rialzista nell'imbalance 12, offrendo ai trader un'altra opportunità di acquisto della coppia. Gli obiettivi formali sono 1,2348 e 1,2564. Questo segnale non è stato annullato.