
Warren Patterson
ed Eva Manthey, esperti di materie prime di ING, segnalano i crescenti rischi di ulteriori aumenti dei prezzi del gas in Europa, a seguito dei segnali del presidente russo Vladimir Putin
sulla possibilità di riorientare le forniture di gas russo dall'UE, proprio in un momento in cui i flussi globali di GNL dal Golfo Persico sono già stati interrotti. Questa mossa aggrava una situazione di mercato che presenta già un bilancio del GNL teso e un'offerta limitata.
Secondo gli analisti, i fattori chiave che sostengono la dinamica positiva del TTF sono: limitate riserve di gas negli impianti di stoccaggio sotterraneo dell'UE, elevata dipendenza della regione dal GNL russo e il deficit complessivo di volumi disponibili sul mercato mondiale del GNL. ING stima che il livello di riempimento degli stoccaggi europei sia attualmente inferiore al 30% della capacità totale, quindi su valori confrontabili con il 2022, quando il mercato del gas aveva già vissuto una fase di grave stress.
Gli esperti pongono particolare attenzione sull'entità delle forniture potenzialmente vulnerabili. Nel 2025 l'UE ha importato dalla Russia quasi 38 miliardi di metri cubi di gas naturale e GNL, pari a circa il 12% delle importazioni complessive di gas nella regione. Di questo volume, miliardi di metri cubi erano GNL e altri 18 miliardi di metri cubi provenivano da forniture via gasdotto TurkStream. La minaccia avanzata da Mosca mette quindi a rischio una quota significativa di volumi d'importazione critici per il bilancio europeo.
Per Patterson e Mantey, il principale rischio sistemico risiede attualmente proprio nelle potenziali interruzioni delle forniture di GNL. In condizioni più "normali" il mercato globale potrebbe adattarsi nel tempo riorientando i flussi commerciali e cambiando le rotte delle consegne. Tuttavia, la situazione attuale è complicata dal fatto che le interruzioni già in atto nel Golfo Persico riguardano circa 110 miliardi di metri cubi di gas all'anno, riducendo sensibilmente la flessibilità del mercato e limitando le alternative disponibili per l'Europa.
Di conseguenza, la nuova retorica del Cremlino non fa che aumentare l'instabilità nel mercato del gas europeo e aggiunge un premio per il rischio alle quotazioni. Alla luce di ciò, ING ritiene che i prezzi del TTF mantengano nel breve termine un potenziale di ulteriore crescita, soprattutto se le interruzioni delle forniture di GNL dal Golfo Persico dovessero proseguire o intensificarsi.