La chiusura di ieri ha visto una ripresa degli indici azionari. L'S&P 500 è salito dello 0,25%, mentre il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,47%. Il Dow Jones Industrial Average è aumentato dello 0,10%.

Il rialzo dei mercati azionari globali è proseguito anche oggi, con gli investitori che hanno ignorato le preoccupazioni geopolitiche a breve termine e hanno cercato segnali di stabilità, nonostante la guerra in Iran continui a scuotere i mercati energetici e ad alimentare i timori di inflazione. La discesa dei prezzi del petrolio ha inoltre favorito la domanda per gli asset a rischio. Nonostante le continue tensioni in Medio Oriente, a seguito delle dichiarazioni di Trump di ieri sull'imminente fine della guerra, gli investitori si sono concentrati sui fondamentali economici attesi per oggi. I dati sull'inflazione negli USA e la decisione della Federal Reserve sui tassi saranno i fattori chiave a influenzare il sentiment oggi.
L'indice MSCI All Country World — il più ampio indicatore dei mercati azionari globali — è salito dello 0,3%, registrando la serie di rialzi più lunga da oltre un mese. Gli indici asiatici sono cresciuti dell'1,6%, sostenuti in particolare dai titoli di società attive nella produzione di microchip, come Samsung Electronics, ritenute meno esposte agli effetti del conflitto. Anche i futures sugli indici europei hanno registrato un incremento, a indicare una possibile diffusione del rialzo ad altre aree.
I prezzi dei titoli del Tesoro statunitensi sono aumentati, sostenuti da un calo del 2,3% del prezzo del petrolio Brent, che si è attestato intorno ai 101 dollari al barile. Il calo dei prezzi del petrolio è avvenuto dopo che l'Iraq ha firmato un accordo per riprendere le esportazioni attraverso la Turchia, aggirando lo Stretto di Hormuz, e dopo che gli Stati Uniti hanno intensificato gli sforzi per imporre la riapertura di questa importante via navigabile.
Come segnalato, oggi l'attenzione sarà soprattutto rivolta alla Federal Reserve, che è attesa confermare i tassi invariati e poi spiegare come potrebbe reagire qualora le conseguenze della guerra dovessero spostare i suoi obiettivi di politica monetaria. Molti trader hanno ridotto le probabilità di tagli dei tassi da parte della Fed nel corso dell'anno; sebbene oggi non si attendano cambiamenti, i responsabili della politica monetaria probabilmente determineranno la traiettoria delle variazioni dei tassi nei prossimi mesi. Il mercato monitorerà con attenzione la conferenza stampa del presidente Jerome Powell per cogliere il punto di vista della banca centrale sull'aumento dei prezzi dell'energia in presenza di segnali di indebolimento del mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.756$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.769$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.784$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.743$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.727$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.711$.