Ieri i mercati azionari hanno chiuso in forte rialzo. L'S&P 500 è salito dell'1,15%, mentre il Nasdaq 100 ha guadagnato l'1,38%. Anche il Dow Jones Industrial Average è aumentato dell'1,38%.
Già oggi il forte rialzo sui mercati azionari si è attenuato e i prezzi del petrolio sono risaliti, perché il fragile ottimismo su una potenziale de‑escalation in Medio Oriente ha lasciato il posto a una nuova cautela. I futures sull'indice S&P 500 sono calati dello 0,6% e gli indici europei, come previsto, sono scesi dello 0,8% all'apertura, mentre il sentimento positivo si affievoliva.

Le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente restano al centro dell'attenzione internazionale. Le recenti notizie indicano un graduale riavvicinamento tra gli alleati degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico, con la possibilità del loro coinvolgimento attivo nello scontro con l'Iran. Questa potenziale alleanza contro Teheran potrebbe modificare in modo significativo l'equilibrio di forze in una delle aree più esplosive del pianeta.
Un ulteriore catalizzatore che ha alimentato il pessimismo è stata la dichiarazione di ieri del vicepresidente di una delle frazioni parlamentari iraniane, in cui ha escluso categoricamente qualsiasi possibilità di colloqui con gli Stati Uniti, sebbene in precedenza Trump avesse affermato che gli USA erano in dialogo attivo con Teheran. Questa presa di posizione netta, pronunciata da un alto funzionario iraniano, non è rimasta isolata: poco dopo espressioni analoghe sono state ripetute da altri rappresentanti ufficiali della Repubblica Islamica.
La ripetizione di tali dichiarazioni riflette un consolidamento della posizione di Teheran e la sua riluttanza a dialogare con Washington nelle attuali condizioni. Tale retorica, assieme alla possibile riunione dei nemici regionali dell'Iran, crea un clima di incertezza e aumenta la probabilità di un'escalation del conflitto.
Nel contesto del peggioramento del sentiment, i prezzi del Brent sono balzati del 3,6% fino a circa 104$ al barile. Il dollaro si è rafforzato e il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni è salito di cinque punti base fino al 3,90% alla luce delle attese che i prezzi del petrolio più elevati possano aumentare la probabilità di un rialzo del tasso da parte della Federal Reserve. L'oro è sceso dell'1,2%, registrando la caduta giornaliera più lunga mai osservata.
Come ho già ricordato, questo cambiamento ha segnato un'inversione rispetto al rally di lunedì, quando i titoli di Wall Street sono saliti bruscamente e i prezzi del petrolio sono calati dopo che il presidente Donald Trump aveva annunciato il rinvio di cinque giorni degli attacchi contro gli impianti energetici iraniani.

Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.577$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.590$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.603$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.563$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.552$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.537$.