
Gli indici hanno rallentato la caduta nonostante i nuovi sviluppi legati allo Stretto di Hormuz e alla guerra in Medio Oriente possano in qualsiasi momento riportare forte pressione sul mercato. I prezzi del petrolio hanno registrato un notevole aumento: il WTI è salito del 12% attestandosi intorno a 112$ al barile. Il rendimento dei Treasury a 2 anni è rimasto praticamente invariato, al 3,80%.
Nel frattempo l'Iran ha dichiarato di stare elaborando un protocollo con l'Oman per il monitoraggio del transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, chiuso di fatto dall'inizio della guerra. Ciò richiederà agli armatori di pagare dazi alla Repubblica Islamica, ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Sebbene questo passaggio sia ufficialmente considerato acque internazionali e qualsiasi tentativo da parte dell'Iran di stabilire il controllo su questo traffico incontrerà una forte resistenza da parte delle potenze occidentali e degli stati arabi del Golfo, al momento l'influenza sulle decisioni di Teheran è limitata. Come già osservato, però, i mercati azionari tendono a ignorare questi rischi, concentrandosi piuttosto sulla possibile riapertura del stretto.
Ieri le azioni sono crollate dopo il discorso del presidente Donald Trump, che ha fatto ben poco per rassicurare gli investitori su una rapida conclusione della guerra in Medio Oriente, nonostante in precedenza avesse indicato un termine di due o tre settimane per la fine del conflitto. Giovedì Trump ha pronunciato nuove minacce contro le infrastrutture iraniane, tentando di esercitare pressione su Teheran nel corso dei colloqui.
Le azioni di Tesla Inc. sono scese ieri dopo che la società ha comunicato uno dei peggiori trimestri di vendita degli ultimi anni, deludendo le attese di Wall Street mentre cerca con difficoltà di rilanciare il suo core business e di affrontare le crescenti difficoltà nel mercato dei veicoli elettrici.
In vista della pubblicazione venerdì dei dati sul tasso di disoccupazione di marzo, i dati diffusi giovedì hanno fornito segnali contrastanti sul mercato del lavoro: il report di Challenger, Gray & Christmas Inc. ha mostrato un aumento del 25% dei licenziamenti programmati a marzo rispetto al mese precedente; nello stesso periodo, però, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite inaspettatamente nella settimana conclusasi il 28 marzo.

Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.577$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.590$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.603$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.563$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.552$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.537$.