
Durante la sessione asiatica di giovedì i prezzi dell' oro hanno continuato a salire. Il mercato ha ricevuto supporto dalla persistente debolezza del dollaro, mentre gli investitori valutano la probabilità di colloqui tra Stati Uniti e Iran per un cessate il fuoco. In questo contesto, i metalli preziosi appaiono significativamente più forti del mercato e gli operatori rimangono concentrati su eventuali notizie geopolitiche.
L'oro viene scambiato vicino a un livello prossimo al massimo di quasi un mese raggiunto mercoledì. La salita è sostenuta da diversi fattori: una maggiore propensione al rischio sul mercato e l'attenuarsi delle preoccupazioni per l'inflazione persistente. Con una minore domanda di beni rifugio, il dollaro sta perdendo supporto, fattore tradizionalmente favorevole all'oro.
Secondo i dati di trading:
XAU/USD è salito dello 0,9% a 4.835,09$ l'oncia.
I futures sull'oro sono aumentati dello 0,7% a 4.857,05$ l'oncia alle 05:21 GMT.
L'oro è in rialzo in una nona sessione consecutiva di ribasso del dollaro. La pressione sulla valuta statunitense è stata ulteriormente rafforzata dai deboli dati sull'inflazione dei prezzi alla produzione pubblicati all'inizio della settimana. Per i trader dell'oro questo è importante: finché il dollaro resta sotto pressione, il potenziale di ulteriore supporto per XAU/USD rimane.
Le aspettative sull'oro sono influenzate anche dalle notizie provenienti dal Medio Oriente. Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato in precedenza che colloqui estesi con l'Iran sono possibili nei prossimi giorni e che, a suo dire, la fine della guerra è «vicina». Trump ha inoltre detto che colloqui separati tra Israele e Libano si terranno a Washington giovedì.
Tali commenti arrivano però sullo sfondo di notizie secondo cui gli USA avrebbero inviato migliaia di militari aggiuntivi nella regione e che il blocco navale è entrato a pieno regime questa settimana. Ciononostante, a giudicare dall'attuale reazione del mercato, sembra che il cessate il fuoco venga in buona parte rispettato.
Punto chiave per i trader: i mercati attendono il proseguimento dei negoziati di pace, soprattutto considerando che il termine del cessate il fuoco scade il 21 aprile. Qualsiasi segnale di una proroga o di una rottura dell'accordo potrebbe rapidamente modificare le dinamiche della domanda di oro e del tasso di cambio del dollaro.
Sullo sfondo positivo sono cresciuti anche altri metalli preziosi:
– l'argento spot ha guadagnato il 2,4% a 80,8165$ l'oncia;
– il platino spot è salito dell'1,6% a 2.147,21$ l'oncia.
Entrambi gli strumenti restano vicino ai massimi mensili, rafforzando il messaggio che la domanda di metalli è sostenuta non da un singolo fattore ma da un cambiamento più ampio nel sentiment di mercato.
Il rame cresce in attesa di un impulso dalla Cina
Tra i metalli industriali spicca il rame, che giovedì è in rialzo dopo la pubblicazione dei dati sul PIL della Cina. Il mercato ha reagito positivamente al fatto che il principale importatore abbia mostrato statistiche superiori alle attese.

Andamento del mercato:
– i futures sul rame alla London Metal Exchange (LME) sono saliti dello 0,5% a 13.350,33$ per tonnellata;
– i futures sul rame sul COMEX sono aumentati dello 0,8% a 6,1250$ per libbra.
PIL della Cina: crescita del 5% nel primo trimestre
L'economia cinese è cresciuta del 5% nel primo trimestre. La crescita è attribuita principalmente alle esportazioni: la domanda estera di prodotti industriali cinesi è rimasta solida. Si prevede che questo sostegno possa perdurare nei prossimi trimestri, sostenendo un'elevata domanda di rame.
Tuttavia, permangono i rischi legati all'Iran
Nonostante i dati positivi, i rischi rimangono presenti. L'economia cinese potrebbe risentire degli effetti negativi della guerra in Iran: si prevede che l'aumento dei prezzi dei carburanti peserà sulla già debole spesa interna, mentre le interruzioni dei trasporti marittimi globali potrebbero frenare la domanda di esportazioni.
Per i trader del rame ciò significa che il rialzo potrebbe restare volatile: i dati macroeconomici positivi sostengono il prezzo, ma i rischi geopolitici continuano a influenzare le aspettative in materia di commercio e logistica.