L'oro continua a essere scambiato in un range laterale ristretto intorno a 4.520$ l'oncia, praticamente invariato rispetto alla scorsa settimana. Questo quadro non è nuovo: il metallo è intrappolato tra due narrazioni contrastanti e non riesce a scegliere una direzione.

Da un lato, l'agenzia semi‑ufficiale iraniana ha riferito che l'ultima proposta statunitense «ha in qualche misura ridotto il divario» tra le parti, un segnale che dovrebbe ridurre il premio geopolitico. Dall'altro, quasi contemporaneamente, è emersa la notizia che ila Guida Suprema del Paese ha vietato l'esportazione all'estero di uranio vicino allo stato per uso bellico, mentre Trump ha reagito duramente contro qualsiasi tentativo di monetizzare il transito nello Stretto di Hormuz. Titoli contraddittori nello stesso arco di tempo lasciano il mercato senza appigli.
Per l'oro questo è particolarmente dannoso: l'incertezza sul fronte iraniano mantiene elevate le attese d'inflazione e quindi i tassi, mentre l'oro, che non paga interessi, perde il principale catalizzatore per il suo apprezzamento. Di conseguenza, rimangono concrete le possibilità di ulteriori cali.
Dall'inizio della guerra, a fine febbraio, l'oro ha perso circa il 14% e da allora è rimasto in una fase laterale: non emerge né un impulso rialzista sufficientemente forte per il recupero né un trigger chiaro per un'altra ondata di vendite. I trader risultano bloccati tra due scenari opposti: se il conflitto si prolunga, le paure stagflazionistiche potrebbero finire per sostenere il metallo; se invece si trova un accordo, la riduzione delle aspettative sui tassi finirebbe per favorirlo altrettanto. Il problema è che per ora nessuno dei due scenari si è realizzato — e il mercato resta in attesa.

L'argento ha perso lo 0,1% a 76,61$ l'oncia. Platino e palladio sono rimasti praticamente invariati.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.546$ per puntare al livello successivo a 4.607$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.656$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.481$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.432$, e poi fino a 4.401$.