Il principale fattore di incertezza per la sterlina resta la politica monetaria della Bank of England. Nella riunione di giugno il regolatore ha mantenuto il tasso base al 3,75%, con i voti divisi 7:2 — due membri del Comitato di politica monetaria (MPC) si sono espressi a favore di un rialzo di 0,25 punti percentuali. Il governatore Bailey ha inviato un messaggio chiaro: una riduzione dei tassi nelle attuali condizioni è «fuori discussione». «Le attese di taglio in questo anno sono scomparse già a marzo e per ora non ritornano», ha dichiarato Bailey alla conferenza della BCE in Portogallo.
All'interno del Comitato permangono però divergenze. Catherine Mann, che ha votato per il mantenimento del tasso, si è detta pronta a un rialzo «attivista» se le aspettative d'inflazione non inizieranno a scendere nel secondo semestre. Secondo la sua stima, il livello corrente delle attese delle famiglie (circa 4%) è il doppio dell'obiettivo della BoE, creando il rischio di un'inflazione radicata. Huw Pill, capo economista della Banca d'Inghilterra e uno dei due membri del comitato che hanno votato a favore dell'aumento dei tassi, avverte che mantenere il tasso al 3,75% con un'inflazione intorno al 2,8% comporta dei rischi e che l'autorità di regolamentazione «non deve adagiarsi sugli allori».

I mercati monetari hanno già reagito al cambio di retorica. I trader prezzano un aumento del tasso della BoE fino al 4% già a settembre e danno alta probabilità a un secondo rialzo fino al 4,25% entro fine anno. L'aumento di settembre è considerato «quasi inevitabile» alla luce della risalita dei prezzi del petrolio, saliti a 86$ al barile.
Gli ultimi dati sull'inflazione sono contrastanti: a maggio l'inflazione si è stabilizzata al 2,8% su base annua; sul fronte del lavoro la dinamica rimane positiva, mentre la crescita salariale nel settore privato è scesa al 2,9%, il minimo degli ultimi cinque anni.
Ma la geopolitica in Medio Oriente introduce un ulteriore elemento di incertezza, poiché i rischi per l'inflazione globale sono nuovamente aumentati. Bailey ha già ammesso che, se il conflitto dovesse proseguire, la BoE non potrà evitare l'aumento dei prezzi energetici e il suo compito sarà impedire che si traducano in effetti secondari permanenti.
La posizione netta corta sulla sterlina britannica è diminuita di 1,13 miliardi durante la settimana di riferimento, attestandosi a -7,34 miliardi; il vantaggio ribassista resta significativo, ma il prezzo di regolamento ha perso direzione a causa di fattori di breve termine.

Dopo il robusto rialzo di fine giugno la sterlina è tornata in una fase di indecisione. L'impulso rialzista, nato dalle speranze di una soluzione positiva attorno al Golfo Persico, appare esaurito.
Dal punto di vista tecnico, la coppia GBP/USD si muove all'interno di un triangolo convergente; livello chiave è 1,3446, ma uno scenario di rafforzamento verso 1,3656 sembra al momento poco probabile. La rottura della linea inferiore del range (intorno a 1,3310–1,3330) potrebbe aprire la strada al supporto a 1,3238, mentre l'obiettivo di lungo periodo resta vicino a 1,3000–1,3030.