Tom Lee, a capo di BitMine, ha attribuito l’attuale debolezza di Bitcoin ed Ethereum all’impennata dei prezzi di oro e argento, precisando però che si tratta di un fenomeno temporaneo. Secondo lui, il mercato delle criptovalute risente ancora degli effetti del forte crollo di ottobre, quando molti exchange e market maker hanno dovuto ridurre i rischi, comprimendo la liquidità e la dinamica dei prezzi.
Lee individua però diverse tendenze positive. In primo luogo, la finanza tradizionale, la tokenizzazione e la blockchain sono sempre più percepite come un’unica direzione promettente. In secondo luogo, le criptovalute crescono senza l’uso attivo della leva finanziaria, rendendo il movimento più lento ma più sostenibile. Inoltre, l’indebolimento del dollaro e le aspettative di una politica monetaria accomodante da parte della Federal Reserve creano un contesto favorevole per entrambi gli asset.
L’attuale deflusso di liquidità dal mercato delle criptovalute è spiegato dall’effetto FOMO (fear of missing out), in particolare in relazione ai metalli preziosi. Tuttavia, Lee è fiducioso che la situazione si invertirà: storicamente le pause nell’ascesa di oro e argento hanno spesso innescato forti guadagni per Bitcoin ed Ethereum. In passato ha previsto che, se Bitcoin arrivasse a 250.000$, Ethereum potrebbe avvicinarsi a 12.000$. L’esperto spera in una ripresa del mercato delle criptovalute già nella prima metà del 2026, considerando l’attuale fase di debolezza come temporanea prima di un nuovo ciclo di crescita.