L’escalation dello scontro militare tra Stati Uniti e Israele da una parte e l’Iran dall’altra mette a rischio le forniture di materie prime essenziali per la microelettronica. Secondo Reuters, i produttori sudcoreani, che rappresentano due terzi del mercato globale dei chip, hanno espresso preoccupazione per un possibile deficit di gas inerti e metalli rari. I rischi principali sono associati alle forniture provenienti dal Qatar, che ha dichiarato lo stato di emergenza e ha sospeso l’estrazione di gas.
Un fattore critico per il settore è la carenza di elio, che non ha equivalenti industriali nella produzione di semiconduttori. Il Ministero del Commercio, dell’Industria e dell’Energia della Corea del Sud ha inoltre individuato 14 materie prime, tra cui il bromo, le cui forniture dipendono dalla stabilità nel Golfo Persico. Le interruzioni logistiche attraverso lo Stretto di Hormuz colpiscono direttamente i maggiori consumatori di risorse in Asia: Cina, India, Giappone e Corea del Sud.
La crisi crea rischi di lungo termine per il settore dell’intelligenza artificiale. I rappresentanti dell’industria tecnologica avvertono del possibile congelamento dei progetti di costruzione di data center in Medio Oriente. Una diminuzione dell’attività d’investimento nella regione potrebbe ridurre la domanda globale di chip ad alte prestazioni e rallentare l’addestramento dei modelli di IA.
La situazione è aggravata dal blocco logistico, che ha aumentato drasticamente i costi di trasporto e assicurazione per le navi nella regione. Gli analisti di Goldman Sachs osservano che un conflitto prolungato costringerà i giganti tecnologici, tra cui Samsung e SK Hynix, a cercare fonti alternative di materie prime al di fuori del Medio Oriente. Ciò porterà inevitabilmente a un aumento dei costi di produzione dei prodotti finiti e a una carenza di componenti per server ed elettronica di consumo.