Scott Chronert, stratega azionario di Citigroup, ha innalzato il target per l’indice S&P 500 a fine 2026 da 7.700 a 8.100 punti. La revisione aggressiva delle previsioni si basa su un massiccio accelerazione della redditività aziendale, non su un’espansione speculativa dei multipli di valutazione. Citi prevede utili a livello di indice pari a 350 dollari nel 2026, che saliranno a 400 dollari nel 2027.
Il principale motore di crescita è un superciclo unico di investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Secondo la banca, il mercato si trova ora nella fase media di questa transizione strutturale. I massicci investimenti tecnologici hanno portato la quota degli utili dei settori in crescita al 45% del mercato complessivo, rispetto al 15% di trent’anni fa. Al tempo stesso, il modello di Citi incorpora l’inevitabile compressione dei multipli P/E con il maturare del settore IA, trasferendo così l’onere dell’ulteriore crescita dell’indice esclusivamente all’effettiva attuazione dei piani di utile netto.
Il nuovo benchmark di Citi arriva in un momento di forte turbolenza sui mercati finanziari. Venerdì l’S&P 500 è precipitato del 2,64%, chiudendo a 7.383,74 punti. Questa peggiore giornata di vendite dallo scorso ottobre ha azzerato 1,8 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato. Ora Wall Street è costretta a bilanciare l’ottimismo a lungo termine del boom dell’IA con le persistenti pressioni inflazionistiche dovute ai conflitti in Medio Oriente e con il dato di mercato del lavoro USA sorprendentemente forte, che ha sollevato timori su un possibile nuovo inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve.