Alla chiusura di ieri i mercati azionari hanno segnato forti ribassi. L'S&P 500 è sceso dello 0,84%, il Nasdaq 100 ha perso l'1,43% e il Dow Jones Industrial è arretrato dello 0,34%.

I titoli delle società software sono scesi dall'India al Giappone, seguendo il ribasso delle controparti statunitensi, a fronte di timori che le conquiste nell'ambito dell'intelligenza artificiale possano minare i modelli di business tradizionali. Gli investitori si sono impauriti: la struttura attuale dell'IA riuscirà a automatizzare, in prospettiva, una parte significativa delle attività svolte in passato esclusivamente da esseri umani, dalla programmazione all'analisi dei dati? L'euforia iniziale si è affievolita e finora non si registrano svolte rivoluzionarie in questo senso. Il calo ha colpito non solo i giganti del settore ma anche piccoli startup, segnalando la natura sistemica delle preoccupazioni.
I titoli del leader IT indiano Tata Consultancy Services Ltd. sono scesi del 6%, quelli di Infosys Ltd. di oltre l'8%. Le azioni dell'australiana Xero Ltd., fornitrice di software di contabilità cloud, sono crollate di oltre il 15%, mentre quelle della giapponese Nomura Research Institute Ltd. hanno ceduto l'8%.
In altre aree, i prezzi del petrolio sono saliti dopo che la Marina statunitense ha abbattuto un drone iraniano diretto verso una portaerei nel Mar Arabico. Lo yen si è indebolito mentre i trader prendevano posizioni in vista delle elezioni anticipate in Giappone previste questo fine settimana. L'oro è tornato sopra i 5.000$ l'oncia grazie agli acquisti sui ribassi.
Come ricordato, il calo dei titoli software statunitensi si è esteso anche a società attive nelle alternative investments, come Blue Owl Capital Inc., innescato dal timore che le trasformazioni indotte dall'IA provochino perdite significative. Wall Street da tempo guarda con scetticismo al settore software, ma il sentiment è peggiorato per i timori legati all'impatto potenziale dell'intelligenza artificiale. Sempre più investitori puntano sul fatto che la lunga crescita dei titoli tecnologici, guidata dai "Magnifici Sette", stia lasciando il posto a una partecipazione di mercato più ampia.

Per quanto riguarda il petrolio, i prezzi sono saliti per il secondo giorno consecutivo in seguito al riaccendersi delle tensioni geopolitiche dopo l'abbattimento del drone iraniano nel Mar Arabico. Il Brent è salito fino a circa 68$ al barile, dopo l'aumento dell'1,6% registrato martedì.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.930$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.946$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.961$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.914$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.896$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.883$.