Il mercato del lavoro neozelandese ha proseguito il suo recupero nel quarto trimestre, registrando il primo aumento trimestrale in 18 mesi. Il tasso di disoccupazione è salito lievemente poiché l'offerta di lavoro ha superato l'aumento dell'occupazione, che a sua volta è cresciuta più rapidamente del previsto; è aumentato anche il tasso di partecipazione alla forza lavoro.
La crescita salariale ha rallentato, con una retribuzione oraria media in aumento dell'1,6% su base trimestrale, rallentando il tasso di crescita annuo dal 3,4% al 2,9%. Le ore lavorate sono diminuite dello 0,5% su base trimestrale dopo essere aumentate dell'1,1% nel terzo trimestre. Nel complesso, la situazione conferma un graduale aumento della domanda di lavoro, in linea con le aspettative di crescita del PIL nella prima metà del 2026.

La conclusione generale del rapporto è la seguente: le condizioni del mercato del lavoro restano ancora relativamente deboli, ma i segnali di miglioramento sono evidenti. Le imprese stanno assumendo sempre più personale e la dinamica è in linea con le valutazioni della RBNZ, per cui questo rapporto difficilmente modificherà le aspettative sul tasso della banca centrale né la valutazione complessiva della situazione corrente. C'è però un dettaglio importante: la crescita del PIL e dell'inflazione nel quarto trimestre sono risultate superiori alle previsioni. Pertanto, il mercato del lavoro, pur rimanendo debole nella fase attuale, sta frenando l'aumento delle pressioni inflazionistiche.
Va inoltre considerato che il dollaro australiano si è rafforzato dopo la decisione della RBA di alzare i tassi, e questo ha avuto un effetto positivo anche sul dollaro neozelandese. L'ingresso dell'Australia in un ciclo di inasprimento monetario aumenta la probabilità che anche la RBNZ segua lo stesso percorso. Finora il mercato non ha reagito in modo marcato al report sul lavoro, ma occorre tenere presente che la maggiore domanda di manodopera incontra difficoltà a soddisfarla, il che significa che la pressione al ribasso del mercato del lavoro sull'inflazione sta terminando. Di conseguenza, se la disinflazione salariale sta per esaurirsi, la RBNZ potrebbe trovarsi nella necessità di alzare i tassi prima di quanto atteso. Questo rappresenterebbe un fattore rialzista per il kiwi; aspettiamo dunque che il mercato formuli un'opinione chiara a riguardo, ma in ogni caso il report sul lavoro va considerato di supporto alla valuta neozelandese.
Il posizionamento speculativo su NZD è rimasto sostanzialmente invariato nella settimana, attestandosi, secondo il report CFTC, a −2,87 miliardi. Il fair value non mostra una direzione chiara.

Come ipotizzato nella nostra precedente analisi, dopo il forte rialzo il kiwi ha subito una leggera correzione e la negoziazione è passata in un canale laterale. Un aumento improvviso della domanda di asset rifugio, dovuto a fattori geopolitici, potrebbe ostacolare la ripresa del rialzo di NZD/USD; per quanto riguarda i fattori interni, invece, le basi per una discesa della coppia sono scarse. Lo scenario più probabile è la ripresa del trend rialzista dopo la fine del consolidamento verso 0,6116: la rottura di questo livello è incerta, ma in caso di successo il quadro tecnico diventerebbe chiaramente rialzista.