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FX.co ★ Il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha fatto una dichiarazione sorprendentemente schietta

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Forex Analysis:::2026-07-01T07:37:48

Il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha fatto una dichiarazione sorprendentemente schietta

Ieri il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha fatto una confessione inaspettatamente sincera. Secondo le sue parole, il regolatore prevedeva di tagliare il tasso due volte quest'anno, portandolo da 3,75 a 3,25%, già prima dell'inizio della guerra tra USA e Iran. Questa ammissione cambia sostanzialmente il contesto dell'attuale pausa della BoE. A quanto pare, la traiettoria accomodante era lo scenario di base molto prima dello shock energetico iraniano, ed è stato proprio il conflitto — non un cambiamento fondamentale dell'economia — a costringere il regolatore a deviare da questa rotta.

 Il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha fatto una dichiarazione sorprendentemente schietta

Bailey ha assunto una posizione marcatamente accomodante, focalizzandosi sul basso ritmo della crescita piuttosto che sull'inflazione oltre il target. «È frustrante, perché lavoriamo in condizioni di economia indebolita», ha detto. Ha confermato che le attese di mercato per due tagli dei tassi esistenti fino a fine febbraio non erano infondate. Ha tuttavia sottolineato di non essere soddisfatto del tasso di inflazione che supera la soglia del 2%, rilevando il forte calo dei prezzi energetici come fattore che riduce il rischio che l'inflazione rimanga a lungo sopra il 2%.

L'entità della svolta energetica descritta da Bailey è impressionante. Dopo l'inizio del conflitto il petrolio era salito oltre i 110$ al barile, creando il rischio di una spirale salari‑prezzi. Da allora i prezzi sono scesi sotto gli 80$ grazie alle speranze di una normalizzazione, e questo calo è stato più marcato di quanto previsto dalla stessa Banca d'Inghilterra ad aprile. Bailey ha osservato una riduzione significativa dei prezzi energetici, precisando che sono ancora leggermente superiori ai livelli pre‑crisi, ma ormai di poco. Questo riconoscimento conferma ciò che anche altre banche centrali hanno detto: lo shock energetico si sta esaurendo più rapidamente del previsto.

Ciononostante Bailey non ha nascosto la sua delusione per quanto tempo ci vorrà al regolatore per riportare l'inflazione al target. Ricordo che nella riunione di giugno il comitato ha votato 7 a 2 per mantenere il tasso al 3,75%, e lo stesso Bailey ha sostenuto tale decisione. Nell'intervista ha previsto un aumento dell'inflazione fino a circa il 3,2% entro fine anno, rispetto all'attuale 2,8%, ma ha sottolineato che il compito della Bank of England è quello di formulare una valutazione sull'inflazione su un orizzonte temporale di due o tre anni, non di reagire ai picchi di breve termine. «È frustrante. Credevo, e ora ne sono ancora più convinto, che avremmo raggiunto l'obiettivo del 2% tra aprile e maggio», ha ammesso, evidenziando la debolezza dell'economia britannica in generale e in particolare del mercato del lavoro.

Per la sterlina la schiettezza di Bailey si è trasformata in delusione anziché in sostegno. L'ammissione che il regolatore era originariamente pronto a tagliare i tassi e vede l'attuale pausa come un temporaneo intoppo in un percorso accomodante, anziché come un cambio di direzione verso la stretta, ha privato la valuta del suo consueto supporto. La sterlina non ha trovato sostegno nelle parole del governatore e si è indebolita contro il dollaro. Il mercato ha interpretato l'intervista di Bailey più come un segnale di un futuro allentamento — solo posticipato per motivi geopolitici — che come una conferma della determinazione a combattere l'inflazione.

In un contesto di retorica aggressiva da parte della Federal Reserve statunitense, dove diversi funzionari questa settimana hanno parlato della necessità di un aumento dei tassi, e di segnali cauti, ma comunque meno accomodanti, da parte della BCE, le rivelazioni di Bailey non fanno che esacerbare la divergenza di politica monetaria a sfavore della sterlina.

Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale della coppia GBP/USD, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 1,3250 per poter puntare a 1,3285; oltre tale soglia la rottura sarà difficile. Obiettivo più lontano: 1,3320. Se la coppia scende, i ribassisti cercheranno di riprendere il controllo di 1,3225. Se ciò dovesse accadere, una rottura di questo intervallo infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e spingerebbe GBP/USD verso il minimo di 1,3190, con la possibilità di raggiungere 1,3170.

Analyst InstaForex
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