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FX.co ★ In calo dell'8% in una settimana: il mercato petrolifero crede per la prima volta a una pace imminente

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Forex Analysis:::2026-08-26T09:09:07

In calo dell'8% in una settimana: il mercato petrolifero crede per la prima volta a una pace imminente

Il Brent è sceso sotto gli 87$ al barile, registrando il terzo calo consecutivo e portando le perdite settimanali a circa l'8%; il WTI si aggira intorno agli 81$.

 In calo dell'8% in una settimana: il mercato petrolifero crede per la prima volta a una pace imminente

La caduta marcata dei prezzi è stata determinata dalle trattative tra Iran e Oman su un cosiddetto accordo quadro temporaneo volto a riprendere la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo omanita Badr Al Busaidi hanno discusso l'iniziativa per istituire un corridoio marittimo congiunto temporaneo, come riportato dall'agenzia stampa omanita.

Significativo è che il mercato abbia in gran parte ignorato le nuove sanzioni statunitensi contro Teheran. All'inizio della settimana Scott Bessent aveva annunciato misure contro oltre 60 entità nell'ambito della sua campagna definita «D-Day economico», ma Washington si è astenuta dall'adottare misure più severe contro i partner commerciali dell'Iran, tra cui la Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, e gli operatori hanno interpretato questo come un segno di moderazione piuttosto che di escalation.

La discesa delle quotazioni indica che gli operatori iniziano a prezzare seriamente una soluzione pacifica. Tenuto conto del fatto che una parte del greggio continua a transitare attraverso lo Stretto, la probabilità di una fase di de‑escalation fra Iran e USA sembra più alta rispetto a quella di una ripresa delle ostilità.

Si prevede che i colloqui tecnici tra Iran e Oman proseguano nei prossimi giorni per concordare un corridoio marittimo permanente, le modalità di gestione dello Stretto e i meccanismi di scambio informazioni, controllo del traffico e fornitura dei servizi marittimi e di sicurezza necessari.

Il segnale più convincente di de‑escalation non è stato tanto una dichiarazione quanto un fatto: secondo i media, gli USA si stanno preparando a rimettere i diplomatici nelle ambasciate mediorientali evacuate all'inizio e durante il conflitto, indicazione che Washington non si aspetta al momento una ripresa su larga scala delle ostilità.

Anche il quadro fondamentale gioca a sfavore dei prezzi. L'American Petroleum Institute ha riferito un aumento delle scorte petrolifere USA di 4,2 milioni di barili nella scorsa settimana; se i dati ufficiali lo confermeranno, sarebbe la quarta settimana consecutiva di incremento delle scorte.

 In calo dell'8% in una settimana: il mercato petrolifero crede per la prima volta a una pace imminente

Va ricordato che dall'inizio dell'anno i futures restano comunque oltre il +40%, poiché il conflitto tra USA e Iran — che ha limitato le forniture dal ricco Golfo Persico — si avvia a compiere sei mesi.

Dal punto di vista tecnico, per gli acquirenti è importante conquistare la resistenza immediata a 81,53$. Questo permetterebbe di puntare a 84,39$, livello oltre il quale la rottura sarebbe piuttosto difficile. Target più ambizioso: area 86,67$. Se il petrolio dovesse scendere, i ribassisti tenteranno di prendere il controllo di 78,70$. Se ciò dovesse accadere, la rottura del range infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e potrebbe spingere il petrolio verso il minimo a 76,30$, con prospettiva di calare fino a 73,79$.

Analyst InstaForex
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