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FX.co ★ Il dollaro ha temporaneamente ripreso l'iniziativa, ma il momento decisivo arriverà l'11 settembre

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Forex Analysis:::2026-09-07T08:13:46

Il dollaro ha temporaneamente ripreso l'iniziativa, ma il momento decisivo arriverà l'11 settembre

L'euro e la sterlina britannica sono crollati venerdì dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense, ma oggi lo slancio ribassista si è completamente esaurito. La reazione di entrambe le valute sembra del tutto logica, ma non mi affretterei a considerare un'inversione di tendenza una realtà, poiché l'evento principale per il dollaro non è stato la scorsa settimana, bensì questa.

 Il dollaro ha temporaneamente ripreso l'iniziativa, ma il momento decisivo arriverà l'11 settembre

L'occupazione non agricola negli Stati Uniti è aumentata ad agosto di 162.000 unità contro un consenso di circa 55.000, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%, come il mese precedente (dati del Bureau of Labor Statistics). Un rialzo quasi triplo rispetto alle attese è di per sé un forte argomento per il rafforzamento del dollaro, e ha favorito il biglietto verde e la politica monetaria restrittiva della Fed, danneggiando asset rischiosi e chiunque puntava su un rapido allentamento della politica monetaria.

Molto più importante del dato di agosto sono però state le revisioni dei mesi precedenti: luglio è stato rivisto in positivo di 11.000 unità e giugno di 44.000, per cui il saldo di luglio — inizialmente negativo di 23.000 — è diventato positivo di 21.000. Complessivamente, la creazione di posti di lavoro nei due mesi risulta di 55.000 unità in più rispetto a quanto pubblicato originariamente. In sostanza, la presunta caduta del mercato del lavoro su cui si basavano le aspettative di allentamento non c'è stata: è per questo che la Fed non ha motivi per tornare a un orientamento "dovish". L'inflazione non permette questa inversione, e le aspettative di un rialzo a settembre sono tornate alte, nonostante due settimane fa il tema sembrasse praticamente chiuso.

Perché allora il mercato prezza un inasprimento, se gli indicatori anticipatori del lavoro puntano nella direzione opposta? Perché i responsabili delle politiche monetarie semplicemente non li stanno prendendo in considerazione. L'indicatore ISM nel settore dei servizi continua a contrarsi, e anche l'indice ISM manifatturiero registra un calo dell'occupazione, ma con il dato ufficiale a 162.000 unità, questi segnali sembrano secondari per il comitato. Ricordo che la riunione di luglio si è chiusa con il tasso fermo in area 3,50–3,75% con voto 9‑3: i tre dissidenti avevano chiesto un aumento, e il dato di venerdì ha dato argomenti a quella minoranza. A rimetterci in questo scenario sono le aziende del settore dei servizi, dove le assunzioni sono già in calo, e l'aumento complessivo dei dati dovrà essere compensato da prezzi più alti.

Il momento cruciale di questa vicenda saranno i dati sull'inflazione statunitense dell'11 settembre, e gli operatori di mercato si prepareranno per tutta la settimana. Un'accelerazione dei prezzi al consumo consoliderà l'aumento di settembre e darà ulteriore slancio al dollaro contro l'euro e la sterlina. Un rallentamento, tuttavia, riavvierà il dibattito all'interno del comitato e spazzerà via rapidamente l'ottimismo dei rialzisti del dollaro di venerdì. Fino alla pubblicazione di questi dati, a mio avviso, il mercato non assumerà posizioni lunghe significative sul dollaro, il che spiega la relativa fiacchezza dei movimenti odierni.

L'euro ha però i suoi argomenti: questa settimana la BCE dovrebbe alzare i tassi, sostenuta dall'impennata dei prezzi alla produzione (+5,8% su base annua), poiché costi di questa entità si ripercuotono inevitabilmente sui prezzi al consumo. Questo avvantaggia chi detiene euro, che vede un differenziale sempre più ampio a proprio favore, mentre le imprese industriali europee, costrette a sopportare sia prezzi dell'energia elevati che flussi di cassa consistenti, ne risentono. Pertanto, l'euro ha più che sufficienti ragioni per tentare una ripresa dopo il crollo di venerdì.

Il calendario della giornata non contraddice questo quadro. La Germania pubblicherà i dati sulla produzione industriale di luglio, con una crescita prevista dello 0,1%, dopo lo 0,2% di giugno e lo 0,7% di maggio. Questa tendenza dimostra che l'industria tedesca sta gradualmente ritrovando la sua stabilità e, se confermata, contribuirà in modo significativo al PIL. Nell'eurozona, la stima del PIL del secondo trimestre dovrebbe rimanere invariata allo 0,4% su base trimestrale e all'1,0% su base annua, così come i dati sull'occupazione, previsti allo 0,1% e allo 0,5% su base annua. Da segnalare anche l'indice di fiducia degli investitori Sentix di settembre, previsto a 2,1 punti, in quanto potrebbe sostenere la stabilizzazione della moneta unica.

Per EUR/USD considero acquisti sul grafico orario da 1,1601 e 1,1587 in caso di falsa rottura oppure in caso di mancato consolidamento al di sotto di questi livelli. L'obiettivo dei rialzisti rimane la rottura e il consolidamento sopra 1,1621, mentre la negoziazione e l'uscita dal range apriranno il movimento verso 1,1641 e 1,1657, dove sarà più logico vendere sul rimbalzo con un target di 15–20 punti. L'aggiornamento di 1,1657 sarà motivo per parlare di continuazione del mercato rialzista iniziato il 2 settembre. Mi aspetto attività ribassista a 1,1621 in caso di falsa rottura o a 1,1641 in caso di mancato consolidamento, e cercherò di acquistare solo in caso di rimbalzo da 1,1568, con lo stesso obiettivo di 15-20 pip.

 Il dollaro ha temporaneamente ripreso l'iniziativa, ma il momento decisivo arriverà l'11 settembre

La situazione con la sterlina è più complessa. Se l'euro è riuscito a rimbalzare bene, GBP/USD si è bloccato a 1,3545 e resta compresso in un canale laterale con bordo inferiore a 1,3480 e livelli intermedi a 1,3501 e 1,3521. Nei tentativi di rialzo una falsa rottura di 1,3521 darà motivo per vendere verso 1,3501, mentre la rottura e il consolidamento al di sotto riporteranno la pressione verso 1,3480, il minimo della scorsa settimana, dopo di che la rottura del range aprirà la strada verso 1,3457, dove mi aspetto acquisti sul rimbalzo con movimento di 20–25 punti. Le posizioni long da 1,3501 e 1,3480 sono giustificate solo in caso di falsa rottura; se i ribassisti non riusciranno a tenere 1,3521, i compratori arriveranno senza problemi fino a 1,3545, dove si attiveranno posizioni short in caso di mancato consolidamento oppure vendite sul rimbalzo da 1,3573.

 Il dollaro ha temporaneamente ripreso l'iniziativa, ma il momento decisivo arriverà l'11 settembre

Ritengo che il margine del rally del dollaro di venerdì sia ormai limitato. Il rapporto sull'occupazione è già stato assorbito, il prossimo impulso arriverà solo l'11 settembre, e la riunione della BCE di questa settimana agisce contro il dollaro nella coppia con l'euro; perciò nelle prossime sedute mi aspetto una stabilizzazione di EUR/USD con tentativi di spinta verso la parte alta del range. La sterlina resterà invece più debole dell'euro, e la pressione su di essa probabilmente persisterà, visto che la valuta britannica non ha driver propri rilevanti questa settimana.

Analyst InstaForex
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