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FX.co ★ EUR/USD. Benvenuto novembre: indici ISM, nonfarm payrolls di ottobre, IPC dell'Eurozona ed elezioni del Congresso

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Forex Analysis:::2026-11-02T09:05:14

EUR/USD. Benvenuto novembre: indici ISM, nonfarm payrolls di ottobre, IPC dell'Eurozona ed elezioni del Congresso

Il calendario economico della settimana è ricco di importanti eventi sia macroeconomici che politici. Generalmente la prima settimana di ogni mese è particolarmente informativa — e quindi volatile — per EUR/USD, e novembre non farà eccezione.

 EUR/USD. Benvenuto novembre: indici ISM, nonfarm payrolls di ottobre, IPC dell'Eurozona ed elezioni del Congresso

Esaminiamo i principali dati macroeconomici della settimana, che probabilmente influenzeranno più di altri la dinamica della coppia euro‑dollaro.

Mercato del lavoro USA

In un contesto di solida crescita economica statunitense e di rapida pressione sui prezzi, il mercato del lavoro resta il punto più debole che limita le ambizioni restrittive della Federal Reserve. Perciò la serie di report sul lavoro di novembre sarà particolarmente significativa per il dollaro.

Martedì usciranno i dati JOLTS: conosceremo il numero di posti vacanti a settembre, indicatore utile per valutare la domanda di lavoro. Il consensus prevede un lieve aumento a 7,10 milioni da 7,079 milioni di agosto. Un aumento più forte del previsto sosterrà il dollaro, riducendo i timori su un raffreddamento del mercato del lavoro.

Mercoledì, l'ADP raccoglierà il testimone: si prevede che l'occupazione nel settore privato aumenterà di 65.000 unità a ottobre, dopo l'incremento di 90.000 unità registrato a settembre. Si prevede quindi un rallentamento delle assunzioni, elemento che può alimentare i timori in vista dei dati non agricoli di venerdì. Va però ricordato che l'ADP non è una "prova generale" perfetta del dato ufficiale: NFP e ADP spesso divergono per differenze metodologiche e di copertura, pertanto la reazione iniziale del mercato all'ADP può risultare fuorviante.

L'evento macroeconomico principale della settimana è il report ufficiale sul mercato del lavoro USA, in uscita venerdì 6 novembre. La maggioranza degli analisti prevede che i nuovi occupati nel settore non agricolo aumenteranno di 65.000 a ottobre, il tasso di disoccupazione rimarrà al 4,2% e la retribuzione media oraria crescerà dello 0,3% m/m dopo il +0,1% di settembre.

Ricordo che a settembre l'economia statunitense ha creato soltanto 29.000 posti di lavoro, e le revisioni di luglio‑agosto hanno portato a un taglio complessivo di 60.000. Nel frattempo, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è aumentato dal 61,6% al 61,8% (dopo due mesi di calo), mentre la disoccupazione è salita dal 4,1% al 4,2%. Ciò indica che l'aumento della disoccupazione è avvenuto insieme a un aumento dell'offerta di lavoro. Quindi una eventuale diminuzione del tasso di disoccupazione a ottobre sarebbe più rilevante per il dollaro se la partecipazione non dovesse calare.

Nel quadro generale, l'aumento previsto di 65.000 posti di lavoro rappresenta solo una ripresa parziale rispetto al minimo di settembre. Per compensare l'impatto negativo del precedente rapporto, chi sostiene un apprezzamento del dollaro necessita di un aumento dell'occupazione più significativo (oltre 100.000 unità), preferibilmente accompagnato da revisioni positive dei dati precedenti e da un'accelerazione della crescita dell'occupazione. Un risultato di questo tipo rafforzerebbe le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Fed non solo a dicembre, ma anche all'inizio del prossimo anno. Se invece i Nonfarm risultassero ancora deboli, il mercato potrebbe dubitare che la Fed aumenterà i tassi più di una volta nel prossimo futuro.

Indici ISM

Il report NFP sarà pubblicato venerdì, mentre l'orientamento generale dei trader inizierà a formarsi già lunedì con l'uscita dell'indice ISM manifatturiero. Secondo le previsioni, l'indice di ottobre rimarrà sostanzialmente sui livelli di settembre: è atteso un lieve incremento a 54,7 dopo un lieve calo a 54,5. Il giorno successivo, mercoledì, uscirà l'ISM dei servizi, per cui è prevista una lievissima flessione del valore principale a 54,8 da 54,9.

Entrambi gli indicatori dovrebbero rimanere sopra la soglia dei 50 punti, quindi nella zona di espansione.

Ma, come si suol dire, il diavolo si nasconde nei dettagli. I trader devono concentrarsi sulle componenti relative all'occupazione, ai nuovi ordini e ai prezzi pagati. Ad esempio, a settembre, l'indice dei prezzi si è attestato a 77,9 per il settore manifatturiero e a 74,0 per i servizi (un risultato piuttosto positivo), mentre l'occupazione nel settore dei servizi si è mantenuta a malapena in zona di espansione (50,1). La combinazione di costi elevati delle risorse e assunzioni prudenti riflette la natura contraddittoria dell'attuale quadro fondamentale.

A proposito, i dati preliminari del PMI statunitense, pubblicati due settimane fa, suggeriscono una domanda sostenuta: a ottobre, l'indice composito ha raggiunto quota 57,6 punti e i prezzi di vendita diretti di fabbrica sono aumentati al ritmo più rapido da agosto 2022. Naturalmente, i risultati del PMI e dell'ISM non sono completamente equiparabili (poiché questi studi differiscono nella metodologia e nella composizione delle aziende intervistate), ma se gli indici ISM confermeranno le tendenze delineate nei report PMI, il dollaro riceverà sicuramente un supporto significativo.

IPC dell'Eurozona

Per la valuta unica il dato più importante della settimana sarà la stima preliminare dell'inflazione di ottobre nell'area euro, in uscita mercoledì 4 novembre. L'indice generale dei prezzi al consumo dovrebbe accelerare leggermente al 3,9%, riflettendo una tendenza al rialzo costante (a settembre è salito al 3,8% dopo il 3,2% di agosto). L'inflazione core, escludendo energia e alimentari, dovrebbe rimanere al 2,5%.

Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta all'IPC core. Ricordo che nella riunione di ottobre la BCE ha mantenuto i tassi stabili: pur riconoscendo l'aumento dei rischi energetici, ha anche sottolineato la relativa solidità dell'inflazione di base e la moderata pressione salariale. Pertanto, un'accelerazione dell'indice di inflazione core favorirebbe i falchi, rafforzando le argomentazioni a favore di una stretta monetaria a dicembre. Al contrario, se l'inflazione core rimanesse stabile o rallentasse, ciò consentirebbe all'autorità di regolamentazione di agire con maggiore cautela, anche in caso di aumento dell'indice dei prezzi al consumo complessivo.

Il recente report tedesco sulla crescita dei prezzi mantiene l'incertezza sulla dinamica europea: ad ottobre l'inflazione complessiva tedesca è calata inaspettatamente dal 3,3% al 2,8% a/a, mentre quella core è scesa dal 2,4% al 2,1%. Questo è un argomento a favore di un risultato più debole a livello europeo (soprattutto per la componente base). Tuttavia è presto per trarre conclusioni definitive: accelerazioni in Francia e Italia potrebbero controbilanciare la flessione tedesca.

Conclusioni

A mio avviso, la principale incognita della settimana è se i dati sul mercato del lavoro USA confermeranno la solidità dell'economia statunitense. Un NFP robusto insieme a ISM solidi permetterebbe ai venditori di EUR/USD di riprendere l'iniziativa e testare il supporto a 1,1130 (bordo inferiore delle Bollinger su D1).

Inoltre, le elezioni di metà mandato per il Congresso degli Stati Uniti, che si terranno martedì 3 novembre, avranno un certo impatto sul dollaro e, di conseguenza, sulla coppia EUR/USD. Se i Repubblicani manterranno il controllo di entrambe le camere del Congresso, il dollaro potrebbe ricevere ulteriore supporto in un contesto di aspettative di nuovi stimoli fiscali, aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e crescente pressione inflazionistica. Tuttavia, un tale esito potrebbe anche sollevare preoccupazioni per un ulteriore aumento del deficit di bilancio statunitense, il che limiterebbe in qualche modo l'effetto positivo sul dollaro.

Se invece i democratici dovessero conquistare almeno una delle Camere (probabile la Camera dei Rappresentanti), la capacità legislativa della Casa Bianca si ridurrebbe: questo scenario potrebbe indebolire il dollaro perché ridurrebbe la probabilità di grandi misure fiscali espansive.

Analyst InstaForex
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