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FX.co ★ 5.000 dollari l'oncia: quando il mondo è nervoso, l'oro stabilisce nuovi record

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Forex Humor:::2026-01-27T12:07:29

5.000 dollari l'oncia: quando il mondo è nervoso, l'oro stabilisce nuovi record

Lunedì il prezzo dell’oro ha superato per la prima volta la soglia psicologica di 5.000$ l’oncia, proseguendo la sua rapida ascesa sostenuta dall’elevata domanda di asset rifugio in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Il prezzo dell’oro spot è salito dell’1,1% toccando un nuovo massimo storico a 5.035,83$ l’oncia alle 01:52 (UTC+3). Anche i futures sull’oro negli Stati Uniti hanno guadagnato l’1,1%, portandosi a un record di 5.074,71$ l’oncia.

Il rally ha preso slancio la scorsa settimana, quando i prezzi dell'oro sono balzati di oltre l'8%, stabilendo ripetutamente nuovi record. Da inizio anno, il metallo ha guadagnato quasi il 17%, consolidando il suo status di principale beneficiario dell'incertezza globale.

Anche altri metalli preziosi hanno registrato forti rialzi: l’argento è salito di oltre il 2% raggiungendo il record di 106,56$ l’oncia, mentre il platino ha aggiornato il massimo a 2.798,46$ l’oncia.

L’aumento dei prezzi è sostenuto da una combinazione di fattori: rischi geopolitici, attese di allentamento della politica monetaria statunitense più avanti nel 2026, e una domanda robusta da parte di banche centrali e investitori che cercano protezione dalla volatilità dei mercati.

Un fattore chiave dei guadagni di questo mese è stato l’acuirsi delle tensioni tra gli Stati Uniti e i loro alleati NATO riguardo alla Groenlandia, che ha contribuito al nervosismo sui mercati globali. La retorica del presidente USA Donald Trump sugli interessi strategici di Washington nell’Artico ha intensificato le tensioni transatlantiche e sollevato timori di ripercussioni diplomatiche ed economiche più ampie.

Ulteriori preoccupazioni sono nate dalle dichiarazioni commerciali di Trump contro il Canada: nel fine settimana, ha promesso di imporre dazi del 100% sui prodotti canadesi se Ottawa procederà con il suo accordo commerciale con la Cina. Secondo Trump, il Canada potrebbe fungere da "porta di transito" per le merci cinesi e Pechino, secondo le sue parole, "mangerebbe vivo il Canada".

L’oro beneficia anche delle attese di politica monetaria: la Federal Reserve conclude la sua riunione mercoledì e i mercati si aspettano quasi all'unanimità che i tassi rimangano invariati.

Sebbene la pausa nei tassi sia già ampiamente scontata, gli investitori esamineranno attentamente la dichiarazione della Fed e i commenti del Presidente Jerome Powell per individuare segnali sui tempi e sull’entità di eventuali tagli più avanti nell’anno. Tassi più bassi tradizionalmente favoriscono i metalli, che non producono rendimenti, come l’oro, riducendo il costo opportunità del loro possesso.

"Sia i dati che la ferma difesa dell'indipendenza della banca centrale da parte del presidente Powell indicano una piccola probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed il 28 gennaio", hanno osservato gli analisti di ING.

Hanno affermato che i mercati si concentreranno principalmente sulla prossima nomina da parte di Trump di un nuovo presidente della Fed, sui nuovi dati macroeconomici e sulla possibilità che il futuro candidato riesca a convincere il comitato ad allentare la politica monetaria in modo più aggressivo.

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