Il mercato azionario statunitense si prepara alla consueta turbolenza autunnale, per poi ripartire con il solito rally. Secondo un nuovo rapporto di UBS, le elezioni di midterm assicurano agli investitori settembre e ottobre nervosi, seguiti storicamente da una ripresa dell’indice S&P 500.
Le statistiche che risalgono al 1950 dipingono un quadro chiaro. Da fine agosto a fine marzo, negli anni delle elezioni di metà mandato, l'S&P 500 guadagna in media il 14,5%. Il ciclo inizia sempre con una svendita pre-elettorale: l'indice in genere perde circa l'1,4% prima dell'inizio di ottobre, per poi rimbalzare bruscamente. Periodi simili si sono rivelati non redditizi per gli investitori solo tre volte nella storia: nel 1978, nel 2002 e nel 2018.
Allo stesso tempo, Washington si prepara a una classica situazione di stallo politico. Il partito del presidente in carica perde tradizionalmente circa 25 seggi alla Camera e tre mandati al Senato in queste elezioni. Attualmente, i bookmaker stimano all'85% le probabilità che i Democratici conquistino la Camera bassa, mentre la lotta per il Senato appare in equilibrio. Sebbene un cambio di controllo del Congresso influirebbe su tasse e regolamentazione, UBS è convinta che nel semestre a venire il mercato sarà guidato più dai profitti societari che da decisioni politiche.
Il principale indicatore della stagione rimane la volatilità. L’indice della paura VIX sale sempre prima del voto e crolla immediatamente dopo lo spoglio. Gli strateghi della banca hanno già proposto ai clienti strategie per beneficiare del successivo calo della volatilità via opzioni, ricordando però che i derivati sono pericolosi e che la statistica storica non garantisce rendimenti futuri.